©Luca_Campigotto_Shanghai_2016

Shanghai 2016, Luca Campigotto

Si è chiusa domenica scorsa la ventunesima edizione di Paris Photo, fiera di punta del programma fieristico della capitale francese. Battere il successo segnato dall’edizione precedente era la sfida che l’edizione 2017 ha pienamente raggiunto, segnando il record di 64.542 visitatori, pari a +4,1% rispetto al 2016. Con le sue 189 gallerie e 32 editori provenienti da 30 Paesi, la kermesse francese ha confermato la sua natura di appuntamento leader per il collezionismo internazionale dedicato alla fotografia.

Altissima la qualità delle opere messe in vendita, di cui, caratteristica esclusiva dell’evento di quest’anno, una parte è stata sottoposta alla scelta del maestro indiscusso della moda francese Karl Lagerfeld, da cui è nato un catalogo dedicato, capace di segnalare l’interesse di alcune delle più interessanti highlight. Alcune gallerie hanno presentato dei progetti speciali per l’occasione: fra queste non è passato inosservato quello che ha visto la curatela di Patti Smith presso lo stand di Larry Gagosian, in cui in una selezione di capolavori di grandi classici della fotografia di Diane Arbus, Richard Avedon, Balthus, Sally Mann, Man Ray, Warhol, Cy Twombly, è stata accostata ad alcuni scatti dalla nota cantante.

Le gallerie italiane si contavano in un pugno di presenze particolarmente rappresentative, come la Galleria Continua di San Gimignano, Lia Rumma di Milano in coppia con Caroline Smulders, Paci & Contemporary di Brescia, e Photo & Co. di Torino. Fra gli editori del Belpaese non potevano mancare i nostri Contrasto e Damiani.

© Massimo Vitali

Carcavelos Pier, Massimo Vitali

Delle gallerie nostrane non tutte hanno presentato artisti italiani: ad esempio Paci di Brescia ha optato per l’interessante Teun Hocks, fotografo olandese reduce da una mostra al Coda di Amsterdam, con immagini acquarellate a mano, in bilico fra perfomance e pittura. Lia Rumma ha presentato invece uno stand monografico dedicato a Vanessa Beecroft in una ricognizione sulla sua migliore fotografia fra polaroid e performance degli anni novanta, culminata con la mostra personale a Palazzo Reale nel 2016. Continua espone fra gli altri nomi classici della sua scuderia come Pascal Marthine Tayou, Leila Alaoui, Kader Attia, accanto al nostrano Giovanni Ozzola.

Completamente all’insegna della fotografia italiana storica di qualità lo stand di Photo & Co., che vede Luigi Ghirri, Gabriele Basilico, Giovanni Gastel, Franco Fontana, Pietro Privitera.

Courtesy l'artista e Photo & Co.

Pietro Privitera, 2016, Contemplation, #618, dalla serie Wundergram

Fra questi il lavoro più interessante è certamente quello di Privitera, i cui scatti di architetture italiane anni Venti, parte della serie Wundergram, realizzate in Instagram, sono fresche ed innovative, senza perdere i riferimenti alla tradizione fotografica. Privitera lavora allo sviluppo di una pratica fotografica atta a far emergere una sorta di inconscio collettivo fotografico, con una ricerca di lungo corso che lo ha portato ad accumulare quasi novecento immagini pubblicate sul noto canale social, di cui la galleria torinese presenta alcuni gioielli legati al tema dell’architettura italiana degli anni venti.

Per quanto riguarda invece le gallerie straniere che espongono italiani, l’apprezzamento per i nostri maestri è diffuso, ma forse non quanto vorremmo. Tutto dedicato alla più nota fotografia vintage storica lo stand della galerie SAGE di Parigi, che presenta opere scelte di Guido Guidi, con un ciclo di opere esposte alla Fondation Cartier-Bresson di Parigi nel 2014. Accanto a Guidi troviamo le opere di matrice concettuale di Mario Cresci, Franco Vaccari e Mario Giacomelli.

© Pietro Privitera

scatto della serie Wundergram, Pietro Privitera

Paolo Ventura e la sua serie Eclissi Totale, con immagini stampate sotto forma di collages dipinte a mano, è di scena alla Edwyn Houk gallery. Infine una serie di piccole foto di Alex Majoli, italiano di Magnum, è ospite alla Howard Greenberg Gallery.

Massimo Vitali è fra gli italiani il fotografo più rappresentato, con ben due gallerie, ovvero la Benrubi di New York, e Du Jour Agnes B. di Parigi. L’artista fotografo, grazie ad un mercato internazionale che ha sempre amato il suo sguardo tipicamente italiano, ha raggiunto quotazioni ragguardevoli per i formati sempre più grandi, segno di un successo commerciale che oggi attesta le sue foto di grande formato sui 40.000 euro.

Courtesy l'artista e Photo & Co.

Pietro Privitera, 2016, Metaphyisical Hall, #704 dalla serie Wundergram

Infine fra i booksigning di questa edizione, Luca Campigotto presenta nello stand di Damiani la sua ultima fatica fotografica, ovvero il libro Iconic China, dedicato alla Cina metropolitana, le sue architetture e le sue luci piene di fascino.