Courtesy Vinitaly

Vinitaly a Hong Kong

Da sempre porta di ingresso all’Asia orientale, Hong Kong non è solo un hub commerciale e finanziario perfetto per mercati sconfinati come il Sud-est asiatico, la Cina, Taiwan e la Corea del Sud. Nel settore del vino, la città-Stato è l’unico luogo ad avere un accordo con il governo della Repubblica popolare cinese che garantisca importazioni di vino in Cina con condizioni agevolate e tasse ridotte.

Proprio a Hong Kong, Vinitaly sta rappresentando in questi giorni il vino italiano alla International Wine & Spirits Fair, evento che si concluderà domani e che concentra la migliore “market intelligence” internazionale: sono presenti 30.000 visitatori professionisti tra trader, buyer, produttori vinicoli, importatori, distributori, sommelier, rivenditori, grossisti e ristoratori, il tutto in un’atmosfera business-oriented e multiculturale.

Courtesy Vinitaly

Vinitaly a Hong Kong

“Nei primi otto mesi del 2017, a Hong Kong le importazioni hanno raggiunto circa 840 milioni di euro”, spiega Benjamin Chau, vice direttore esecutivo dell’Hong Kong Trade Development Council (Hktdc). “La maggior parte dei vini è stata importata (da documenti doganali, ndr) da Francia, Regno Unito e Italia e le importazioni dall'Italia hanno registrato una crescita del 22%”.

Anche se gran parte di questo vino riparte per altri paesi limitrofi, la città è un buon consumatore. Infatti sono oltre 7 milioni gli abitanti stabili, con un tenore di vita altissimo e abitudini fortemente occidentali. Laura Budlong, distributrice locale di Berlucchi ha una sua visione circa la considerazione del prodotto italiano da parte dei locali: “Il consumo di vini di qualità a Hong Kong è molto elevato a livello pro-capite ed è anche basato su una certa competenza nella qualità e nel valore del prodotto, temi su cui l’Italia è fortemente riconosciuta”.

Al contrario il vino italiano fa più fatica in Cina, dove non riesce a prendersi il posizionamento di mercato che meriterebbe a discapito di vini cileni, neozelandesi, australiani e californiani.

Courtesy Vinitaly

Vinitaly a Hong Kong

Ecco perché in questa edizione sono 120 le aziende italiane (fra cantine, consorzi, associazioni, ecc) presenti a Hong Kong con Vinitaly. “Già dal 2010" – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – "siamo presenti con Vinitaly all’International Wine & Spirits Fair, dove organizziamo, in collaborazione con l'Italian Trade Agency (ex Ice, ndr), il Padiglione Italia per dare un’immagine coesa e forte del nostro Paese”. Ma per Vinitaly e i produttori italiani questo è solo il primo passo: un altro grande evento è già in programma nel cuore della Cina, a ChengDu, nel marzo del 2018.